Qualche giorno fa, mi ha scritto Paola (la chiamerò così), una delle tante, troppe donne rivittimizzate dal costrutto pseudoscientifico dell'alienazione parentale. Il suo è un accorato appello dove racconta di aver cresciuto una figlia da sola per 10 anni e di aver coinvolto il padre invitandolo a frequenare la figlia perché se ne era sempre disinteressato ma la bambina ha manifestato segni di disagio e rifiuto del padre. Il motivo forse era legato al fatto che quell'uomo le era sconosciuto o non era capace di entrare in relazione con lei. Così si è aperto il solito iter presso il tribunale di Verona, la Ctu che ha diagnosticato l'alienazione parentale che ha prodotto il solito esito: la bambina che aveva un legame significativo con la madre è stata messa in una Casa Famiglia , allontanata dalla madre, dalle amiche, dalle compagne di scuola e dallo sport. La bambina ora sta male e soffre moltissimo per la situazione anche perchè vede la madre una...